DONARE IL NOSTRO AMORE È UN’ARTE CHE ABBIAMO DISIMPARATO

Col passare degli anni le persone sono diventate sempre più egoiste. Non si sa precisamente il motivo, forse è la società che si impegna a metterci l’uno contro l’altro in ogni ambito, da quello lavorativo a quello famigliare, dove ad esempio lotti con tuo fratello per essere il preferito della mamma. Se io compiessi un gesto di altruismo senza volere poi un tornaconto la gente poi mi guarderebbe come se fossi un alieno, ma perché siamo finiti così? Cosa ci ha spinto ad essere così chiusi verso il mondo? Sarà perché ci siamo chiusi a tal punto seguendo il mantra “fatti gli affari tuoi, pensa a te stesso” che ci siamo dimenticati che siamo in 7 miliardi al mondo. Persino nei regali siamo diventati egoisti, guardiamo solo al nostro tornaconto. Anni di catechismo che ci insegnano ad essere generosi portando come esempio Gesù che si sacrificò per l’umanità senza chiedere nulla in cambio, non hanno dato alcun frutto. Molta gente ora guarda con scetticismo ciò che lui ha fatto, semplicemente perché l’altruismo è sottovalutato: tutti sanno cosa sia, ma nessuno sa come si opera, sa in cosa consiste veramente. Persino quando dobbiamo fare un regalo a qualcuno andiamo in crisi. Theodor  Adorno ad esempio ritiene che il dono privato sia sceso al livello di una mera funzione sociale,a cui si destina una certa somma del proprio bilancio, e che si adempie di malavoglia, con una scettica valutazione dell’altro e con la minor fatica possibile. Insomma nel migliore dei casi qualcuno regalerebbe qualcosa che vuole per sé, ma di qualità inferiore perché alla fine quell’oggetto non lo tiene per sé. Vi sono addirittura persone alle quali se non piace il regalo decidono di chiudere il rapporto. Siamo schiavi di una società individualista, dove ci insegnano solo a guardare cosa fanno gli altri. “Oggi non c’è più posto per il dono ma solo per il mercato,lo scambio utilitaristico, addirittura possiamo dire che il dono è solo un modo per simulare gratuità e disinteresse là dove regna invece la legge del tornaconto. In un’epoca di abbondanza e di opulenza si può addirittura praticare l’atto del dono per comprare l’altro, per neutralizzarlo e togliergli la sua piena libertà”: così disse Enzo Bianchi nel suo in un suo intervento “Dono. Senza reciprocità”.  Ed ha ragione. Donare è sempre stata un’arte difficile, persino se stessi, che è la cosa più difficile, ma cosa possiamo farci? La nostra società non ci permette di essere appieno noi stessi, figuriamoci donare il nostro amore, donare noi stessi a qualcun altro. In una società dove amare se stessi e donare amore ad un altro, che sia gay,etero,straniero,handicappato e mille altre cose è visto come una debolezza, avere il coraggio di fare queste cose è visto come un atto di ribellione.

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